Bene dopo i post un po’ leggeri, ci vuole un po’ di riflessione, a mio parere.
Tempo fa scrissi un post su mio padre: http://farfallaleggera.splinder.com/post/16918880/Post+n.+37
e quello che vi scrissi lo penso tuttora, ma c’è sempre qualcuna che capisce quello che vuole capire (ahimè). In un commento ad un post di un comune amico che non riesce a esternare i propri sentimenti verso le persone care, e dopo una specie di introduzione in cui descrive che in gioventù lei andava a bighellonare mentre la madre era in ospedale e dopo essersi accorta dell’errore fatto, continua scrivendo testuali parole: «Esistono persone che non riescono a dire ai propri genitori quando sono vivi: ti voglio bene, ti amo! Dopo dicono: gli volevo tanto bene ma non sono mai riuscito a dirglielo, ebbene imparatelo!»
A parte quell’IMPARATELO che mi sempre un imperativo fuori luogo detto da lei, visti i suoi precedenti comportamenti, ma quello che più mi preme capire se in un rapporto affettivo, qualunque esso sia, amore genitori-figli, marito-moglie, anche amori tra gay (anche loro hanno sentimenti, meno male…) è proprio necessario dire? Oppure è meglio fare?
Premettendo che il bene lo si deve dimostrare in tutto l’arco della vita, non solo quando si diventa anziani, quindi più vulnerabili e si cominciano a provare “rimorsi” , ecco a questo punto mi chiedo: cos’è l’amore? Qual é il modo più giusto per dimostrarlo?
Io parlo della mia esperienza personale. Ho avuto un marito che mi riempiva di parole affettuose e forse quando le diceva era sincero, ma nel momento cruciale in cui dovevamo prendere una decisione che ci riguardava, non c’era. C’era mammina…
Mi sono separata, divorziata, ho conosciuto un altro uomo, abbandonato dalla prima moglie, con due figli piccoli da accudire. Abbiamo messo su famiglia, dopo 27 anni ci siamo sposati, da circa un anno, quindi sono 28 anni che stiamo insieme, ho cresciuto i suoi figli come fossero i miei, sono diventata nonna per tre volte. Loro mi chiamano mamma, nonna, moglie eppure io non mai detto loro: “Vi voglio bene, né ti amo” a mio marito. Eppure li ho abbracciati quando erano piccoli, li ho baciati anche adesso che sono grandi, il più grande ha 35 anni, la più piccola ha 32 anni, eppure per me non sono cresciuti… Coccolo i loro figli….mi ricordano loro.
Mio marito fa un fischio (eheheheh per indicare che ha bisogno della mia presenza) ed io spunto dal nulla. Per lui ho rinunciato alla mia carriera, per stare con lui, ho capito che l’amore è anche rinuncia, ed io da buona compagna, ho lasciato spazio a lui…A questo punto domando era necessario dire? Esternare, non era evidente l’amore che provavo e che provo per loro?
Forse dovevo comportarmi al contrario, dire parole affettuose e poi dileguarmi quando avevano necessità di me?
Attendo con impazienza le vostre risposte….perchè devo capire se ho sbagliato, se sto sbagliando, e in tal caso rimediare. Ciao giò

Beh oggi ho fatto un pò di cose sul PC...
Questo aggeggio freddo e colorato di azzurro che un paio di anni fa mi faceva paura, sta diventando una compagnia, un impegno ben preciso e la cosa non mi dispiace anzi mi sprona a continuare tanto che sono andata nel pomeriggio a comperarmi qualche libro di istruzioni.
Il libraio, poverino e paziente, mi è venuto anche incontro con le sue spiegazioni, per indirizzarmi verso libri che effettivamente mi servissero al mio scopo. Insomma sono stata a confrontarmi con lui per più di un'ora, e ascoltandolo ho avuto la dimostrazione pratica della mia limitatezza...
La cosa non mi ha rattristata affatto anzi mi ha resa consapevole che nonostante la mia età, ho ancora tante cose da imparare e da mettere in pratica e questo mi rende viva, non solo fisicamente, ma e soprattutto mentalmente.
A casa mi aspettavano un pò preoccupati, data l'ora quasi le 21, ora di cena, ma vedendomi tutta contenta, non hanno osato dire nulla, tanto sanno che sarebbe stato fiato sprecato il loro. Io viaggio un pò per fatti miei, anche se ho famiglia, e loro questo lo hanno capito da un bel pò di tempo...
Per esempio la figlia sta pulendo la cucina ed io sto apportando delle modifiche al mio blog, ho tolto delle fotografie che lo appesantivano e gli ho inserito altre immagini in cui ho inserito delle scritte....
Vi lascio alla lettura di questa.....
http://blog.libero.it/Farfallaleggera/3840123.html
Io, sinceramente non sono invidiosa, ma la consapevolezza della mia mediocrità mi dà fastidio a tal punto che mi IMPONGO di uscirne. Chissà se mai ci riuscirò....
Un altro pezzo della mia gioventù che se ne va... Ricordi
Un groppo in gola!
Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per un pezzo di pane
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d'inverno.
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi.




