“Noi siamo convinti che il mondo, anche questo terribile, intricato mondo di oggi può essere conosciuto, interpretato, trasformato, e messo al servizio dell’uomo, *del suo benessere*, della sua felicità.
La lotta per questo obiettivo è una prova che può riempire degnamente una vita.”
Enrico Berlinguer.
Significativa vero?
Mio marito non mi presta il suo portatile....
Mio figlio non mi presta il suo portatile....
Mia figlia non mi presta il suo portatile....
Io ieri sono andata a comperarmi un portatile....
Famiglia....

Bene dopo i post un po’ leggeri, ci vuole un po’ di riflessione, a mio parere.
Tempo fa scrissi un post su mio padre: http://farfallaleggera.splinder.com/post/16918880/Post+n.+37
e quello che vi scrissi lo penso tuttora, ma c’è sempre qualcuna che capisce quello che vuole capire (ahimè). In un commento ad un post di un comune amico che non riesce a esternare i propri sentimenti verso le persone care, e dopo una specie di introduzione in cui descrive che in gioventù lei andava a bighellonare mentre la madre era in ospedale e dopo essersi accorta dell’errore fatto, continua scrivendo testuali parole: «Esistono persone che non riescono a dire ai propri genitori quando sono vivi: ti voglio bene, ti amo! Dopo dicono: gli volevo tanto bene ma non sono mai riuscito a dirglielo, ebbene imparatelo!»
A parte quell’IMPARATELO che mi sempre un imperativo fuori luogo detto da lei, visti i suoi precedenti comportamenti, ma quello che più mi preme capire se in un rapporto affettivo, qualunque esso sia, amore genitori-figli, marito-moglie, anche amori tra gay (anche loro hanno sentimenti, meno male…) è proprio necessario dire? Oppure è meglio fare?
Premettendo che il bene lo si deve dimostrare in tutto l’arco della vita, non solo quando si diventa anziani, quindi più vulnerabili e si cominciano a provare “rimorsi” , ecco a questo punto mi chiedo: cos’è l’amore? Qual é il modo più giusto per dimostrarlo?
Io parlo della mia esperienza personale. Ho avuto un marito che mi riempiva di parole affettuose e forse quando le diceva era sincero, ma nel momento cruciale in cui dovevamo prendere una decisione che ci riguardava, non c’era. C’era mammina…
Mi sono separata, divorziata, ho conosciuto un altro uomo, abbandonato dalla prima moglie, con due figli piccoli da accudire. Abbiamo messo su famiglia, dopo 27 anni ci siamo sposati, da circa un anno, quindi sono 28 anni che stiamo insieme, ho cresciuto i suoi figli come fossero i miei, sono diventata nonna per tre volte. Loro mi chiamano mamma, nonna, moglie eppure io non mai detto loro: “Vi voglio bene, né ti amo” a mio marito. Eppure li ho abbracciati quando erano piccoli, li ho baciati anche adesso che sono grandi, il più grande ha 35 anni, la più piccola ha 32 anni, eppure per me non sono cresciuti… Coccolo i loro figli….mi ricordano loro.
Mio marito fa un fischio (eheheheh per indicare che ha bisogno della mia presenza) ed io spunto dal nulla. Per lui ho rinunciato alla mia carriera, per stare con lui, ho capito che l’amore è anche rinuncia, ed io da buona compagna, ho lasciato spazio a lui…A questo punto domando era necessario dire? Esternare, non era evidente l’amore che provavo e che provo per loro?
Forse dovevo comportarmi al contrario, dire parole affettuose e poi dileguarmi quando avevano necessità di me?
Attendo con impazienza le vostre risposte….perchè devo capire se ho sbagliato, se sto sbagliando, e in tal caso rimediare. Ciao giò

L'amico Bruno mi ha nominata per fare questo giochetto, e di ciò lo ringrazio. Mi diverto a farli, lo confesso apertamente.
1) Allora innanzitutto pubblico la foto.

Belli vero, peccato che non sono veri, che non si possono tenere tra le dita. Confesso un'altra cosa di me, io sono un pò tirchia, più di un pò, il denaro mi piace, e con esso si possono fare un sacco di cose, una cena, una piccola gita di un giorno, si possono comperare alcune cose, vestiti, scarpe, chincaglierie, noi donne potremmo andare più spesso dall'estetista, dalla pettinatrice, per farci belle, aaahhh quante cose...
Ma queste sono soldi trovati, non sono miei, ed io non li posso tenere, non li ho guadagnati, li ho trovati per caso, ed allora è giusto darli ad altri...
2) Ecco darli in beneficienza.
Per esempio
l'AISM (di cui faccio parte da anni) in Italia
l'AMREF (che gestisce progetti sanitari che coinvolgono anche e soprattutto bimbi) in Africa
l'EMERGENCY (chi non la conosce?) nel mondo
3) Nominare qualcuno? No, stavolta non mi va. Non nomino nessuno, lascio a voi la scelta se proseguire questo gioco o lasciarlo cadere....
Ecco le regole: 1) Scrivere come spendereste 500 euro, trovati per caso. 2) Inserite nel post l’immagine della banconota da 500 euro. 3) Nominare altri 3, o più, blogger a cui girare questo meme.
P.S mi permetto solo, in questo periodo di compilazione del "740" (non mi ricordo come si chiama) la destinazione del vostro 5x1000....Ciao ciao giò per tutti voi.
Tempo fa è uscita sui giornali ed in televisione la notizia che fra un paio di anni la rete collasserà. Ho letto alcune opinioni che dimostrano da parte degli utenti qualche preoccupazione, ma una mi ha colpito in modo particolare. La proprietaria di un blog si dice felicissima della cosa perchè "si tende a passare troppo tempo a chattare, non si comunica più nel reale, in famiglia, i bimbi eviterebbero di guardare video violenti, non saremmo più disturbati dai vincoli della posta elettronica, non sentiremmo più le suonerie dei cellulari, scomparirebbero pure i telefonini e io sarei felice!,ecc ecc..."Insomma si ritornerebbe a leggere, ascoltare la radio e guardare la tv (sob, sai che divertimento, dico io), ad una dimensione di vita più umana."
Termina scrivendo: "Ma prima deve collassare, andare in crisi ..."
Ma io mi chiedo: ma è normale scrivere strampalate del genere? Siamo nel terzo millenio e questa blogger propone di tornare quasi al medioevo.
Ma, se alla tipa non piace internet, perchè continua a connettersi? Perchè non si prende un bel libro e non si mette sul divano a leggerlo? Se non le piace il telefonino può benissimo non usarlo, può usare il telefono di casa; oppure in mancanza di questo, può andare in una cabina telefonica.
Sperare che tutto collassi solo perchè a lei la tecnologia non piace...io trovo che sia la speranza di una persona limitata nella sua intelligenza.
Privare gli altri di possibilità, di libertà di uso, di qualcosa che ha del rivoluzionario, a mio parere, è da sciocchi.
Internet dà la possibilità di mettere in comunicazione persone che altrimenti non avrebbero occasioni di conoscersi.
Internet è un ottimo mezzo per la circolazione di idee, di informazioni che la tanto decantata, dalla blogger in questione, TV non dà, che i giornali non danno. La radio, solo quelle alternative informano ma non tutti riescono a prendere le loro frequenze.
Per non parlare poi dei poveri malati.
Internet è un mezzo per stare in contatto con il mondo circostante. La nostra blogger forse non è mai andata in una corsia di ospedale. Ci sono ragazzini malati terminali che si divertono proprio con i portatili. E poi quelli che non possono avere una vita sociale perchè magari sono su una sedia a rotelle, oppure gli anziani che non possono uscire di casa, dove li mettiamo?
Credo che la nostra blogger viva in un mondo tutto suo, un pò ristretto a mio parere, il classico orticello.
No mia cara blogger, mi dispiace contraddirti ma se a te internet non piace, puoi non usarlo, ma lascia agli altri a cui piace o che ne hanno bisogno, questa possibilità d'uso.
Viviamo ancora in un paese democratico quindi ognuno può scegliere come meglio crede.
P.S E' uscito finalmente il sole, ottimo per fare una biciclettata
, io e la mia dolce metà.
Che bello, ho ricevuto un premio, ne sono lusingata ed anche un pò spaventata.
Il perchè?
Perchè quando si riceve un premio, è obbligo poi dimostrare in futuro che ne sono stata veramente all'altezza.
Intanto però me lo godo, e dopo avere ringraziato la mia amica Ania, per avermelo assegnato (un abbraccio anche per la motivazione) mi accingo a premiare altri quattro blogger.
Qui incomincio ad andare in crisi, perchè la cosa non è facile. I links a lato sono i blogs che leggo sempre e quindi scegliere solo cinque e lasciare fuori altri... ma spero che questi ultimi comprenderanno il mio disagio.
Psicosomatica
perchè leggere gli argomenti che tratta mi fa sentire leggera, bene.
Ed
perchè tratta argomenti di politica con intelligenza e poi è un cinquantenne come me (eheheheh)
Tasti
perchè leggendola ho avuto modo di capire che è una ragazza coraggiosa, ed al mondo d'oggi è una dote da apprezzare.
Princi
perchè ha la passione del mare, della natura, della poesia, come me.
DonnaFlora
perchè le piace l'arte, la letteratura ed io imparo, il che non guasta.
Ultimamente sto notando che il mondo dei bloggers non è il mondo bello e pulito tanto decantato. Anzi mi sono accorta che trasferiamo le nostre mediocrità, le nostre meschinità, che viviamo nel mondo reale, nel mondo virtuale.
Poiché io sono conosciuta come donna sincera e soprattutto diretta, faccio degli esempi.
Ho conosciuto una ragazza di nome Silvia che scrive poesie ed una volta le ha pubblicate anche su un suo sito. Poi lo ha cancellato e sapete perché? Perché si è accorta che sul web esistono dei disonesti che copiavano le sue poesie e le facevano passare per loro. Ma io dico: si può essere così scorretti? Ma questa gente crede di farla franca, non si rende conto che prima o poi gli altri blogger se ne accorgono e loro faranno una figura di m…? Per non parlare del danno che recano all'autore vero!
Io ho citato l’esempio di Silvia, perché è quella che conosco come conosco (ahimè) la persona che ha copiato ed incollato.
Per non parlare poi di quelli che copiano addirittura le foto grafiche per abbellire i loro template…anche qui chiedo: ma questi non hanno un po’ di fantasia, per fare da soli?
Io capisco che forse verrà fuori un lavoro mediocre, non come quello sperato, ma E’ LORO! Santo cielo ma non pensano alla soddisfazione che si ricava a fare qualcosa con il proprio cervello? Copiare ed incollare lavoro altrui che godimento può dare a se stessi?
Fatemi capire, perché io amo capire!
E NON CHIEDERE NULLA
Ora invece la terra
si fa sempre più orrenda:
il tempo è malato
i fanciulli non giocano più
le ragazze non hanno
più occhi
che splendono a sera.
E anche gli amori
non si cantano più,
le speranze non hanno più voce,
i morti doppiamente morti
al freddo di queste liturgie:
ognuno torna alla sua casa
sempre più solo.
Tempo è di tornare poveri
per ritrovare il sapore del pane,
per reggere alla luce del sole
per varcare sereni la notte
e cantare la sete della cerva.
E la gente, l'umile gente
abbia ancora chi l'ascolta,
e trovino udienza le preghiere.
E non chiedere nulla.
di padre Turoldo




